7 Nazioni dell’UE intendono restringere il mercato dei casino online

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L?Unlawful Internet Gambling Enforcement Act, adottato nel 2006 dagli Stati Uniti, sembra aver fatto riflettere seriamente i governi di almeno sette nazioni appartenenti all’Unione Europea, che potrebbero voler adottare normative simili all’interno dei propri confini, al fine di regolamentare il gambling online proteggendo le compagnie nazionali.

E’ questo l’ultimo capitolo dell’epopea sulla legalizzazione del gambling online, divenuto evidente in seguito ad uno studio durato diversi mesi e portato avanti da un gruppo di ricercatori, con il titolo ?Market Barriers: A European Online Gambling Study 2009?, che ha messo in luce questo importante aspetto della questione del gioco su internet, prima del quale la Commissione Europea aveva appoggiato uno ricerca effettuata nel 2006 dal Swiss Institute of Comparative Law.

Il team di ricercatori ha scoperto che finchè mancher? da parte dell’Unione Europea, ed in particolar modo da parte della Corte di Giustizia Europea, una definitiva chiarezza legale, i 19 stati membri che stanno attualmente prendendo in considerazione di ammodernare le proprie leggi in materia di gioco d’azzardo online, regolarizzando questo mercato, avranno la possibilità di optare per una forma di regolamentazione che preveda la concessione della licenza solo ad operatori nazionali, restringendo il mercato a queste compagnie ed ai monopoli di stato.

Anche se altri stati seguissero l’esempio di Italia e Regno Unito, nel regolarizzare espressamente il gambling online, la grande maggioranza continuerebbe con una politica restrittiva nei confronti delle compagnie estere. Sono già sette infatti gli Stati europei che stanno pianificando concretamente delle misure di controllo delle attività di gambling online simili a quelle dell’UIGEA adottato dagli Stati Uniti dal 2006 in poi, che consistono nel bloccare le transazioni da e per gli operatori che offrono servizi di gioco d’azzardo online sprovvisti di licenza, e bloccando l’accesso a questi siti oscurandoli.

Harry Ashton, della Gambling Compliance, ha messo in evidenza come l’esempio dell’UIGEA sia stato preso in considerazione delle nazioni dell’Unione Europea, nonostante esso abbia comunque dimostrato con certa chiarezza dei limiti tangibili alla sua efficacia, e come l’entrata in vigore di una normativa simile non possa comunque garantire la protezione delle compagnie nazionali, senza contare i costi di eventuali ricorsi, ed appelli alle leggi sul libero mercato da parte delle compagnie penalizzate.

Il rapporto della Gambling Compliance fornisce anche un’analisi dettagliata delle regole e delle restrizioni applicate da ciascuno dei 27 stati membri dell’Unione Europea circa il gambling online, e quali siano state le reazioni da parte della Commissione Europea.

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