Casinò di Sanremo in crisi, si rischia di dover rifare il piano d’impresa

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La trattativa per il rinnovo del contratto d’impiego tra i vari sindacati dei lavoratori (Cisl, Uil, Snalc e Ugl), e la società che gestisce il casino di Sanremo, procede anche se con qualche intoppo, primo fra tanti quello delle richieste economiche, che potrebbero costringere la società a rivedere completamente tutto il piano d’impresa.

Secondo Roberto Spina, segretario dell’Ugl, è legittimo da parte dell’azienda richiedere del tempo in più per effettuare con maggiore accuratezza possibile, i calcoli per evitare sorprese sotto l’aspetto economico; ma c’è da dire anche, sottolinea Spina, che la particolare crisi in cui versa il settore dei casino delle grandi città italiane, e non, nel caso specifico quello di Sanremo, in questo frangente favorisce la società del casino stessa, ma è chiaro che la ricerca di un accordo che soddisfi entrambe le parti sarebbe la cosa migliore per l’azienda e per i lavoratori.

Le speranze per uscire da una situazione così delicata sono comunque inevitabilmente appese anche all’atteggiamento delle istituzioni, in primis dell’amministrazione comunale, che non può certo ignorare una realtà di fondamentale importanza, e cioè che nel momento in cui una grande azienda come quella del casino di Sanremo è in difficoltà, ne risente l’intera comunità in modo più o meno diretto.

Ricordiamo a tal proposito che l’amministrazione è socia di maggioranza e che potrebbe valutare l’alternativa di cedere una buona percentuale a favore dell’azienda, come già avvenuto per il casinò di Saint Vincent che ora possiede il 90%, mentre al comune è rimasto solo il restante 10%.

Ma al di la di questo aspetto del problema, è importante tenere presente che la situazione nazionale, con le proposte del governo che sembrano voler realizzare un casinò in ogni regione, senza contare il piano per la ricostruzione delle città abruzzesi colpite dal terremoto, che prevedrebbe la diffusione delle new slot machines nei vari locali disposti ad accoglierle, quali bar, pub e servizi di ristorazione in genere, sembra non essere la più adatta per la auspicata ripresa economica da parte del casinò.

Un settore quello del gioco slot machine, che ha da sempre dato dei buoni frutti, nel 2008 hanno riversato nelle casse dello stato ben 47 miliardi di euro, registrando un aumento del 10% rispetto al 2007, e che nel complesso rappresentano il 3% dell’intero prodotto interno lordo; e per l’anno in corso a questi giochi potrebbe andare ancora meglio, stime dei primi tre mesi alla mano che parlano di un incasso di poco più di 17 miliardi, si pensa che si arriverà a circa 57 miliardi di euro, 10 miliardi in più rispetto all’anno scorso.

Ecco perché ci si aspettano risposte concrete da parte del sindaco, la strada del dialogo e della collaborazione deve essere seguita fino in fondo, questo appare chiaro, ma non sarebbe sufficiente senza un piano efficace che risollevi le sorte di questo casinò, che ha sempre rappresentato un importante punto fermo per lo sviluppo ed il benessere della città.

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