Casinò di Venezia: scioperano i croupiers da 15.000 euro al mese

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Il mondo intero sta attraversando la più forte crisi da quando è nato il capitalismo moderno, l’Italia ovviamente non ne è immune, e migliaia di lavoratori hanno perso il lavoro, altre migliaia sono nel limbo della cassa integrazione, senza certezze sul futuro.

Fatta una panoramica della situazione generale, e nello specifico italiana, fa quantomeno indignare venire a conoscenza del fatto che c’è una categoria di lavoratori che pur guadagnando 15.000 euro netti al mese (+ bonus), sta mettendo in crisi la propria azienda con scioperi a raffica da mesi, fino a far pensare che i conti in rosso della stessa presto la porteranno alla chiusura definitiva.

E’ il caso del Casino di Venezia e dei suoi (superpagati) croupiers, che negli anni sono riusciti ad accaparrarsi ogni tipo di benefit, e stanno mettendo in ginocchio la casa da gioco pur essendo pagati più del sindaco o di un dirigente di una grande società.

Vista da fuori, è normale pensare che la situazione attuale per la dirigenza del casinò sia insostenibile: 600 dipendenti, di cui 400 croupiers, per un costo annuo di 60 milioni di euro. Un bilancio che è praticamente sempre in rosso, e che lo Stato più volte è intervenuto per sanare (soldi pubblici, che potrebbero e dovrebbero andare a chi il lavoro lo perde), ed un buco attuale che si aggira sui 20 milioni di euro.

Qualunque società, con una situazione di questo tipo, avrebbe già dichiarato fallimento da tempo, e viene quindi da porgersi almeno due domande. Perchè invece il casinò di Venezia puo’ permettersi di bruciare tutti questi soldi? E perchè questi lavoratori, superpagati, non hanno il timore che con il loro comportamento scellerato causeranno l’irriversibile per la casa da gioco?

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