Cresce il mercato dei giochi in Italia nonostante la crisi economica

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La crisi economica che si è ampiamente diffusa negli ultimi anni ha portato a dei cambiamenti nei consumi soprattutto per quanto riguarda i ceti medio-bassi, che hanno da tempo ridotto la quantit? e la qualità della spesa nel settore alimentare, ma incredibilmente non nel campo del gioco; in questo mercato infatti la raccolta, specialmente nel sud Italia è addirittura aumentata.

Mentre gli stipendi medi sono sempre meno consistenti essendo calati del 2,6% nel solo 2009, e le difficoltà ad arrivare alla fine del mese si fanno sentire per numerose famiglie, la spesa nel mercato dei giochi a premi è aumentata dell’1,3%, secondo i dati diffusi dall’Istat, e sono proprio i più ?poveri? a giocare di più.

Secondo le stime di Agipronews, nel corso del 2009 la spesa degli Italiani in giochi a premi e lotterie di vario tipo, è stata del 6% dei consumi, inoltre nel 2010 questa spesa raggiunger? secondo i calcoli statistici effettuati, l’8% del totale.

Si tratta di numeri che non lasciano indifferenti, ma pensandoci bene, quanto conviene agli Italiani spendere così tanto nel gioco? Le percentuali di pagamento dei giochi in Italia si aggirano intorno al 70%, basti pensare che nei casino online queste percentuali raggiungono spesso il 95%, perciò in definitiva, il 30% del denaro giocato al superenalotto, ai gratta e vinci, o al win for life, finisce direttamente nelle casse dello stato o ai gestori.

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