Dipendenza dal gioco e magia, alla conferenza sull’antiplagio a Roma

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Si è recentemente tenuta a Roma, una conferenza per l’inaugurazione dello sportello ?telefono antiplagio?, organizzata dall’Osservatorio Antiplagio e dall’Associazione ?European Consumers?, durante la quale è stato approfondito il ?lato oscuro? del gioco d’azzardo, il quale viene collegato addirittura al satanismo ed alla magia.

In Italia, il gioco nelle sue varie forme, dai concorsi a premi ai casino, dalle videolottery ai gratta e vinci, nel 2008 ha fatturato oltre 47,5 miliardi di euro, che hanno portato nelle casse dello stato circa 7,7 miliardi di euro, una somma molto alta che assume particolare importanza nell’economia del Paese, nel 2010 si dovrebbe raggiungere, secondo il rapporto ?l’Italia in gioco? dell’Euripses, un fatturato di 58 miliardi di euro.

In questo quadro si va ad inserire un altro dato, che è quello del numero di persone che ogni anno si rivolgono a sedicenti medium e sensitivi per avere consigli su quali numeri giocare, e fondamentalmente su come fare per vincere al gioco; sarebbero infatti circa un milione e 300 mila i giocatori che tentano la strada della ?magia?, spinti anche da una propaganda presente e peraltro non ostacolata dalle autorità.

Per una parte delle persone, il gioco d’azzardo rappresenta un mezzo per evadere dalla realtà, una realtà spesso difficilmente vivibile, nella quale la crisi economica, le poche aspettative di lavoro ed un futuro sempre più incerto, giocano un ruolo che incide pesantemente sul comportamento dei giocatori.

John Grant, Professore Associato in Psichiatria dell’Universit? del Minnesota spiega che capire il funzionamento dei diversi tipi di spinta alla dipendenza dal gioco, permetterebbe di colpire il problema alla radice dal punto di vista biologico, individuando dei farmaci adeguati.

I professori Alonso Fernandez F. e Dickerson M. hanno invece classificato i giocatori d’azzardo in quattro categorie: la prima, il giocatore sociale, non presenta alcun comportamento eccessivo nei confronti del gioco, e riesce a mantenere un rapporto perfettamente equilibrato, il giocatore problematico invece sebbene non sia ancora caduto nella dipendenza, si serve del gioco per sfuggire ai problemi sociali; più preoccupanti sono invece i comportamenti dei soggetti che rientrano nella categoria di giocatore patologico, che assume un atteggiamento definito distruttivo all’interno della dimensione del gioco, presentando altre serie problematiche psichiche, e del giocatore dipendente, ossia colui che presenta tutti i sintomi del giocatore patologico, e gli stessi sono sviluppati in modo impulsivo, e sfociano appunto nella dipendenza, rendendo il soggetto del tutto incapace di controllare l’impulso del gioco.

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