Dopo la chiusura dei casino, ora in Russia ? illegale anche il poker

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Pessime notizie per i giocatori di poker russi, purtroppo infatti il poker, che fino a qualche giorno fa era ritenuto uno sport riconosciuto, in quanto gioco di abilità più che di fortuna, da ora viene considerato a tutti gli effetti un gioco d’azzardo, e in quanto tale proibito al di fuori delle ormai note aree destinate ad accogliere tutte le attività di gambling della Russia, ospitando i futuri casinò del Paese.

Infatti da quando i casino sono stati costretti a chiudere dall’entrata in vigore della legge del 1 Luglio, che ne permetteva l’esistenza solo all’interno di zone periferiche del territorio nazionale, alcune società avevano pensato di reinventarsi come sale da poker, visto che questo era ritenuto uno sport. Il progetto è andato subito in fumo quando il Ministro della Giovent?, Sport e Turismo Vitaly Mutko, lo ha escluso dalla lista degli sport, affermando che vi era stato inserito non dal Ministro preposto, ma solo dalla commissione sportiva federale e che pertanto la sua collocazione non aveva valore legale.

Per questo il poker in tutte le sue varianti, dal Texas Hold’em al Seven Card Stud, si potrà praticare solo nei distretti nei quali il gioco d’azzardo resta legale. Non sappiamo ancora come verranno visti i tornei privati a livello amatoriale, ne quale sia la situazione del poker online, e soprattutto ci viene da domandarci come andr? a finire con la tappa russa dell’European Poker Tour, prevista dal 18 al 23 agosto.

Brutto colpo dunque per gli amanti del poker russi, ed è oggettivamente un peccato che in un Paese dal quale sono spuntati diversi nuovi campioni negli ultimi anni, come Vitaly Lunkin, Ivan Demidov, Yevageniy Timoshenko ed altri, il poker divenga all’improvviso un’attività illegale

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