Dure ripercussioni economiche per le città russe private dei casinò

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Un articolo apparso sul St.Petersburg Times la scorsa settimana, ha sottolineato in modo evidente quali siano gli effetti non indifferenti, della decisione del governo russo di delocalizzare i casinò e le sale da gioco del Paese, in quattro aree periferiche, lontane dal grosso della popolazione, e quindi lontano dalle più grandi città come Mosca e San Pietroburgo.

Infatti il giornale russo ha messo in evidenza che non solo Mosca subir? delle conseguenze di una certa importanza, con la chiusura dei casinò, ma anche San Pietroburgo, dove secondo le stime fatte, ben 109 sale da gioco chiuderanno nel mese di Luglio, il che si tradurr? nella perdita di circa 10.000 posti di lavoro.

Le statistiche effettuate dal giornale sono basate sui dati forniti dal municipio, che stimano tra i 10.000 ed i 12.000, il numero di abitanti che resteranno senza lavoro in quanto attualmente impiegati nel settore del gambling.
Ma il colpo all’economia della città non sarà rappresentato soltanto da un vistoso calo occupazionale, ma anche da una forte riduzione del volume di denaro riversato sotto forma di tasse nelle casse del comune, stimato in circa 3,5 milioni di Rubli (112.000 $), non appena 127.000 metri quadrati di terreno precedentemente occupati dai vari casino, saranno liberati.

Secondo quanto previsto dalla legge entrata in vigore a Luglio, le aree destinate ad accogliere i casino in Russia saranno solo quattro: Kaliningrad, il Caucaso, la costa Pacifica, e la parte sud-occidentale della Siberia, sebbene tali aree non potranno essere pronte ad accogliere i nuovi casinò prima di 3 o 4 anni.

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