I casino russi costretti a chiudere, diventeranno sale da poker

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In seguito al veto posto dal governo russo contro i casino delle grandi città come Mosca e San Pietroburgo, che secondo le stime fatte dalle agenzie, lascerebbe disoccupati circa 400.000 dipendenti precedentemente impiegati in questo settore, i casino stanno cercando di trovare una soluzione che possa permettere loro di proseguire la loro attività.

Se i casino sono costretti a chiudere e a trasferirsi nelle quattro zone stabilite dal governo, situate a 1000 km di distanza dalla capitale, ed in alcuni casi anche più lontani, in quanto offrono alla popolazione la possibilità di giocare d’azzardo, è anche vero che secondo un cavillo della legge russa, il poker è considerato uno sport, e non un gioco di fortuna, in quanto basato maggiormente sull’abilità del giocatore, pertanto i casino stanno progettando di reinventarsi come sale da poker.

Questo stratagemma, che dovrebbe funzionare almeno fintanto che la legge non subir? ulteriori modifiche, potrebbe salvare una buona parte dei 400.000 futuri disoccupati, che dal primo Luglio, data dell’entrata in vigore del bando, hanno visto chiudere i casino dove lavoravano.

Secondo l’agenzia RIA-Novosti, un apposito corpo delle forze dell’ordine si sta infatti occupando di garantire il rispetto della legge che esilia i casino dalle grandi città russe, Mosca è la città che pagher? il prezzo più alto, ben 524, fra casino e sale da gioco, chiuderanno i battenti, ?solo? 109, invece quelli costretti a chiudere a San Pietroburgo.

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