I gratta e vinci off limits negli ospedali italiani

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La ludopatia, ovvero il disturbo del comportamento legato all’investimento di grosse somme di denaro nei giochi d’azzardo, ha raggiunto in Italia livelli ormai preoccupanti. Tra i giochi che creano più dipendenza (e sviliscono i portafogli di molte famiglie) ci sono anche i famigerati “Gratta e Vinci“.

Partiamo da un presupposto. I giochi d’azzardo, sono in larghissima parte, finanziati e promossi proprio dallo stato, che attraverso il monopolio guadagna ogni anno cifre astronomiche (6 miliardi di euro solo i derivati dalle tasse) ed essi portano alla ludopatia oltre un milione d’italiani l’anno.

Il business dei grattini è uno dei più fiorenti, anche grazie al meccanismo di gioco semplice e intuitivo. Grattare la patina argentata, provare il brivido della scoperta, innesca nel giocatore una sensazione che crea dipendenza.

Tra i giocatori più accaniti inoltre, non ci sono affatto persone facoltose, ma spesso soggetti con elevate difficoltà economiche, che sperano, spendendo pochi euro (in quel momento) di realizzare i propri sogni e vincere cifre astronomiche. Basterebbe in realtà consultare le probabilità di vincita relative per comprendere in qualche minuto, che le possibilità di vincere cifre importanti sono davvero esigue: prendiamo ad esempio il gratta e vinci dal nome “Portafortuna” in cui il premio maggiore da diecimila euro è presente in un lotto da quasi cinquantaduemila biglietti, solo diciassette volte.

Considerato quanto scritto fino a ora, sembra quantomeno anacronistica la crescente abitudine di vendere questo genere di articoli praticamente ovunque, in alcuni casi anche negli ospedali.

Non è passata affatto inosservata la notizia secondo cui in Veneto, alcune strutture ospedaliere, vendessero i gratta e vinci all’interno dei reparti; in particolare, si è parlato di un nosocomio nel quale al primo piano ne veniva effettuata la vendita e al secondo, venivano invece curati i disturbi legati al gioco d’azzardo. Una contraddizione in termini cui l’Assessore alla Sanità veneto si è opposto fermamente chiedendo il ritiro delle concessioni di vendita dei gratta e vinci per gli esercizi inclusi nelle strutture ospedaliere.

Viene da sé che così come sono cresciuti i guadagni statali legati al gioco d’azzardo, ogni anno cresce anche la spesa del sistema sanitario nazionale legata al contrasto della ludopatia che si aggira intorno agli otto miliardi di euro. Tuttavia, la maggior parte degli interventi statali di contrasto al fenomeno dilagante della dipendenza dal gioco d’azzardo sembra avere come obiettivo principale quello delle slot machine, minimizzando mediaticamente gli effetti dei gratta e vinci, che in realtà fanno però ogni anno sempre più vittime, in virtù proprio della loro diffusione e facilità di utilizzo.

Ecco perché, trovare questi biglietti tutt’altro che fortunati ormai in vendita praticamente ovunque, è assolutamente anormale. Permette certo un guadagno facile per i monopoli e per le rivendite autorizzate, ma crea in compenso una spesa a carico dei cittadini in termini di trattamenti sanitari così esosa da svilire completamente i ricavi di cui sopra, oltre a causare la distruzione di famiglie, la perdita del posto di lavoro e degli affetti e l’alienazione e l’isolamento di cittadini che spesso hanno già gravi problemi economici.