I pro ed i contro di una strategia “tight” nel poker texas hold’em

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Tra le molteplici strategie usate nel Texas Hold’em quella di giocare tight è una delle meno usate, in ogni caso viene considerata estremamente efficace sebbene il giocatore che usa questo tipo di tattica assuma un comportamento “chiuso” ed il suo gioco non sia affatto brioso, quindi la “lettura” dell’atteggiamento svantaggia il giocatore rendendolo prevedibile.

Per fare un esempio, se il giocatore “tight” effettua un rilancio su un bet avversario, è molto probabile che la sua percentuale di vincita sia molto alta e che non ci sia via di scampo, inoltre è anche vero che è molto più semplice effettuare un bluff, in quanto in linea generale il giocatore tight non risponde alla puntata se non si considera abbastanza forte.

Perciò quando è consigliabile giocare tight e quando non lo è? è opportuno assumere un atteggiamento tight se abbiamo uno stack di partenza sufficientemente alto e una mano forte e giocabile, conservare uno tecnica chiusa è indiscutibilmente una delle migliori strategie nel texas hold’em.
Quando invece i blind iniziano a salire, ad esempio dal livello 200-400, è necessario dare inizio ad un atteggiamento di apertura, in caso contrario si corre il rischio di trovarsi in situazioni difficili da gestire in cui si è costretti a giocarsi il torneo in un solo colpo, magari in coin-flip.

Certo, i giocatori Tight hanno la capacità di risultare prevedibili, ma tale caratteristica può essere anche applicata come strategia per ingannare gli avversari; se il giocatore conduce una partita in modo molto chiuso, è assai improbabile che i nostri avversari si aspettino un bluff; ecco perchè un bluff di un giocatore Tight è il più difficile da smascherare, in generale si esporranno solo quando saranno sicuri della loro vittoria e per questo motivo il fold degli avversari è quasi certo.

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