Il casino di Venezia nella morsa degli scioperi selvaggi dei dipendenti

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Dopo le quattro ore di sciopero di venerdì sera da parte dei dipendenti del casinò di Venezia si cerca di fare il punto della situazione, e sembra che in prospettiva continui semplicemente a complicarsi ancora di più. Infatti secondo lo stesso sindaco di Venezia gli scioperanti si sono comportati in modo irresponsabile decidendo di chiudere il casino con ben tre ore di anticipo, facendo uscire tutti i clienti che erano all’interno del casinò, perchè in questo modo lo scontro con la direzione non fa che inasprirsi e la soluzione del problema rischia di diventare ancora più lontana.

Il pacchetto di proteste inoltre si preannuncia lungo e sembra che durer? tutta l’estate, la causa è il mancato rispetto degli accordi sugli incentivi, il ritardo nel pagare gli stipendi, e con l’aggravante delle difficili relazioni con i sindacati sembra che la situazione sia più che mai lontana dall’essere risolta.

L?avvocato Perulli, legale della società che gestisce il casinò, parla addirittura di sciopero illegittimo, mentre i sindacati ribadiscono la propria posizione e chiedono l’incontro coi capigruppo, nonchè la convocazione di un consiglio comunale speciale con la funzione di risolvere il problema del casinò, nel frattempo il programma di protesta prevede scioperi a singhiozzo per la durata di tutti e tre i mesi estivi, con una settimana intera di chiusura del casinò; la situazione non è delle più facili da trattare, perchè chiaramente la gestione non può permettersi il lusso di vedere il personale cacciar i clienti fuori dal casino per l’ennesimo sciopero improvviso, così si valuta se non sia il caso di chiudere anticipatamente il casinò per via dell’ingestibilit? del problema.

Le e-mail di protesta che giungono al casinò sono sempre di più, e dimostrano come la clientela non sia disposta a tollerare ad oltranza una situazione di questo tipo, d’altra parte trovare i tavoli da gioco inaspettatamente chiusi non può far piacere a chi si è recato presso il casinò appositamente per giocare.

La paura che serpeggia tra i dipendenti è ovviamente quella che la crisi dei casino terrestri, ed in modo particolare del casino di Venezia che ha subito una flessione nei guadagni del 15 per cento, possa ripercuotersi sui loro stipendi causandone la decurtazione. Purtroppo però la protesta, mentre da un lato è volta ad esprimere il malcontento dei dipendenti, e ad intavolare trattative volte a portare dei progressi, dall’altro danneggia il casino colpendo prima di tutto la sua immagine di fronte alla clientela, ed in secondo luogo il patrimonio stesso del casinò a causa dell’abbandono delle fiches ad opera dei dipendenti con conseguente rischio di sottrazione da parte di terzi; se intervenisse la magistratura infatti il casinò potrebbe chiedere i danni al personale responsabile del gesto.

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