Il punto di vista di Euromat sul “Gioco Italiano”

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Da pochi giorni si è chiusa Enada Roma, la 45esima Mostra Internazionale degli Apparecchi da Intrattenimento e da Gioco. In quest’occasione Eduardo Antoja, Presidente della Fondazione spagnola Euromat, ha avuto l’occasione di esprimere parole abbastanza dure sul gioco in Italia. Non è la prima volta che il Presidente spagnolo si concede aspre critiche sulla posizione adottata dallo Stato Italiano nei confronti del gioco d’azzardo e la sua opinione è ormai ben nota.

Secondo Antoja il problema principale dello Stato Italiano è quello di aver costruito tutto l’impianto legislativo relativo al gioco pubblico basandosi unicamente sulle sue opportunità di fare cassa. Per Antoja il guadagno dovrebbe essere per lo Stato l’obiettivo finale di un percorso legislativo e di una iniziativa economica, non la base da cui partire per costruire il tutto. Questo ribaltamento è, secondo il Presidente di Euromat, il problema principale del gioco in Italia e l’origine della sua attuale difficile situazione.

Antoja ha saputo dimostrare, negli anni in cui ha guidato Euromat, di essere un esperto del settore assolutamente qualificato a dare giudizi sulla nostra situazione. In Spagna, grazie ad Euromat, l’industria del gioco è diventata un interlocutore importante per le istituzioni, non solo una voce di bilancio. Negli ultimi anni la Federazione si è impegnata, a fianco dello Stato, in battaglie molto importanti, come quella relativa alla diffusione dell’Euro o contro la criminalità organizzata e il riciclaggio di denaro.

Fra gli obiettivi futuri di Euromat c’è un’ulteriore apertura verso le innovazioni. Il gioco è ormai parte integrante della vita di molti e si diffonde sempre più grazie a molti canali diversi. Dai casinò alle tabaccherie, passando per il gioco online, l’offerta multicanale è sempre più complessa e completa. In quest’ottica i recenti tentativi di riordino del mondo del gioco attuati dallo Stato Italiano sono stati, sempre secondo Antoja, del tutto insufficienti.

Non è chiaro se lo Stato intenda, con queste nuove norme, tutelare il cittadino oppure sè stesso, distribuire meglio il gioco o abolire definitivamente la riserva di Stato. Il tentativo italiano di razionalizzare e riordinare il mondo del gioco è di per sè positivo, in quanto presa di coscienza di un problema che deve essere affrontato. Per il momento i provvedimenti adottati non sembrano sufficienti per normalizzare la situazione, ma si tratta almeno di un primo passo nella direzione giusta.