Malavita organizzata e giochi di slot, aumenta il lavoro della Gdf

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This April 17, 2015 photo shows a dealer counting chips during a game of roulette at the Tropicana Casino and Resort in Atlantic City, N.J. On Friday Dec. 11, 2015, New Jersey lawmakers said they will seek a statewide referendum in Nov. 2016 in which voters would be asked whether to approve two new casinos in the northern part of the state. Expanding casino gambling beyond Atlantic City requires amending the state Constitution. (AP Photo/Wayne Parry)

Continuano in Italia le operazioni della Guardia di Finanza, che nei primi 11 mesi del 2009, ha portato avanti numerose indagini riguardanti il reparto dei giochi pubblici, un settore questo, che presenta una situazione non così facile da gestire. Il lavoro svolto dalle forze dell’ordine è stato positivo ed efficace, secondo i dati diffusi dalla Gdf, ci sono stati poco meno di 5.748 interventi, che rappresentano un aumento del 147,9% delle operazioni, per un totale di 5.894 violazioni, ed il sequestro di 3.777 apparecchi di gioco.

La malavita organizzata, era riuscita in alcune zone come Napoli e Reggio Calabria, a mettere su una sorta di monopolio sulle attività di gioco, e con l’operazione “Geremia” terminata nel Gennaio del 2009, è stato accertato che a capo di questa organizzazione ci fosse tale Gioacchino Campolo, conosciuto anche come il “Re dei Videopoker”, il quale era riuscito ad accumulare un grosso patrimonio immobiliare, del valore di circa 35 milioni di Euro, che aveva provveduto prontamente ad intestare a moglie e figli.

Un’altra importante operazione della Guardia di Finanza è stata quella che ha portato all’arresto di Renato Grasso, un imprenditore legato al famoso clan dei Casalesi, il quale era riuscito ad imporre il monopolio delle proprie società nel mercato del gioco; grazie alle entrate derivanti dalle slot machines, Grasso poteva reinvestire nelle otto sale bingo di sua proprietà, dislocate in varie località italiane.

Molto importante è stata anche l’operazione che ha portato all’arresto di alcuni esponenti del clan camorristico Terracciano, l’operazione chiamata “Dangerous Bet”, si è svolta a Napoli, ma anche in diverse città della Toscana, tra cui Prato, Lucca, Firenze e Pistoia; i malviventi concedevano dei prestiti a tassi usurai che potevano raggiungere il 150% all’anno.

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