No della CE alla proposta belga di regolarizzazione del gambling

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Dopo il giudizio negativo espresso dalla Commissione Europea l’8 Giugno scorso, circa le proposte di regolarizzazione del gambling online in Francia, ecco un’altro parere contrario, questa volta in merito alle proposte di legalizzazione del gioco d’azzardo del governo belga.

La EGBA (European Gaming and Betting Association) ha scelto una linea ufficiale circa l’opinione della Commissione Europea a proposito della proposta di legalizzazione del gioco online, e delle scommesse, avanzata dal governo del Belgio, con particolare attenzione rivolta alla restrizione che richiederebbe alle società che operano nel mercato belga, di essere stabilite sul territorio nazionale.

Maartin Haijer, Direttore per Affari delle Normative della EGBA ha affermato recentemente circa la questione: ?La richiesta che gli operatori abbiano sede in Belgio è un’altra chiara violazione delle normative ella CE. Nega di fatto, erroneamente, che molti operatori di gioco siano effettivamente provvisti di licenza, e controllati in qualsiasi altra parte in Europa. E come le leggi di molti altri stati europei dimostrano, è possibile garantire un alto livello di protezione del consumatore avendo al tempo stesso un ben regolamentato e competitivo mercato del gioco online.?

Il disegno di legge sviluppato dal governo belga è stato notificato alla Commissione Europea e agli altri stati membri il 27 Marzo 2009, in seguito sono stati analizzati alcuni punti che meritano particolare attenzione. Prima di tutto il problema del requisito di residenza in Belgio, in secondo luogo l’ingiustificabile limite al numero di licenze disponibili, senza dimenticare le restrizioni della libert? di fornire il servizio, anch?esse prive di giustificazione, nonchè le sanzioni per giocatori che intendessero giocare con altri operatori europei provvisti di regolare licenza.

E’ possibile rendersi facilmente conto che in entrambi i casi, sia per la Francia che per il Belgio, la Commissione Europea non ha potuto fare a meno di respingere i rispettivi disegni di legge per la regolarizzazione del gambling online, in quanto gli stessi continuano a mettere in evidenza l’errata concezione di alcuni Paesi, i quali ritengono che il mercato del gioco debba essere ristretto all’interno dei confini nazionali.

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