Olanda: una sentenza definisce il poker come un gioco di abilità

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In Olanda il gioco del poker è stato definito dall’Alta Corte un gioco di fortuna, e per questo motivo parificato a giochi di casino come la roulette o le slot machines, nonostante questo, proprio in questi giorni una sentenza di un’altra corte di giustizia olandese, lo ha classificato come un gioco di abilità, e per tale ragione non riconducibile al mondo del gioco d’azzardo.

Il caso è partito dall’accusa mossa nei confronti di un giocatore professionista di poker, Stefan Van Zadelhoff, il quale avrebbe organizzato illegalmente tornei di poker Texas Hold’em; secondo la sentenza però, il poker cosiddetto alla texana non sarebbe un gioco di fortuna, ma di abilità.

Allo stato attuale delle cose, in Olanda le compagnie di poker online ed offline si vedono negate le licenze per operare nel mercato del gioco, a difesa del monopolio nazionale detenuto da Holland Casino.

Secondo le stime però, sarebbero circa 500.000 gli Olandesi che giocano regolarmente nei casino o nelle poker room online, generando qualcosa come 450 milioni di euro di incassi, e naturalmente la maggior parte delle attività di gioco si svolgono su siti offshore, teoricamente illegali perchè muniti di licenza non concessa in Olanda; nel 2008 infatti, il Senato olandese ha votato una proposta che avrebbe garantito all’operatore di stato una licenza esclusiva per il mercato dei giochi, della durata di tre anni.

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