Per sanare i conti pubblici, piccoli casino negli hotel a 5 stelle

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L’ultima proposta del governo che nasce con l’obiettivo di risanare i conti pubblici, è quella dell’apertura di sale da gioco negli alberghi a cinque stelle, dei piccoli casino dislocati un po su tutto il territorio nazionale, ma solo negli alberghi di lusso, vale a dire 254 nuove sale, che offrirebbero la possibilità di giocare ai più classici giochi di casinò, come black jack, roulette, baccarat e così via.

E’ stata questa la proposta del ministro Michela Vittoria Brambilla, ma non ha trovato solo consensi, anzi, si pronuncia favorevole ma solo con riserva, il direttore generale di Federalberghi, Alessandro Cianelli, che non vorrebbe che si corresse inutilmente il rischio di innescare meccanismi da lui definiti pericolosi. Contraria appare anche la Fipe, (Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi), che ritiene la scelta di dar vita a oltre 250 sale da gioco, diseducativa.

Effettivamente i dati alla mano non lasciano molto ben sperare, considerato soprattutto l’andamento dei quattro casino italiani, che hanno visto un calo del 4% nell’ultimo anno, e tenuto conto del fatto che le sale da gioco negli alberghi degli Stati Uniti e del resto del mondo, sono state costrette a chiudere praticamente tutte, difficilmente gli introiti potrebbero risanare in qualche modo i conti pubblici, e si rischierebbe inutilmente di favorire la nascita di comportamenti dannosi per alcuni individui. Inoltre secondo il centro studi Fipe, il massimo incremento a livello di turismo che si potrebbe ottenere sarebbe dello 0,5%, il che avallerebbe ancora la tesi di chi sostiene che il sorgere dei casino negli hotel non sarebbe una buona mossa.

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