Proteste internazionali per la blacklist dei siti internet in Australia

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Il Governo australiano sta ancora tentando di risolvere il problema legato al sistema internet e alle proteste internazionali che ha generato, cercando di convincere i contribuenti che tutto è sotto controllo e che le blacklist verranno riviste da un gruppo di ?eminenti Australiani?.

Le intenzioni del Governo sono divenute maggiormente chiare quando l’anno scorso Wikileaks ha pubblicato una presunta blacklist per mezzo della quale l’Australian Communications ed il Media Authority avrebbero detto all’ISP di bannare specifici siti internet. La lista conteneva diverse imprecisioni, tra cui l’inclusione di siti di scommesse legittimi e provvisti di regolare licenza come Betfair, il che indica che i burocrati del governo non hanno svolto i loro compiti in modo così diligente come ci si aspetterebbe. Ed il fatto che il processo sia stato tenuto così segreto e sia sembrato volto ad interferire sulla libert? di internet, ha portato a reazioni che stanno causando ancora qualche mal di testa al governo stesso.

Questa settimana Il Sidney Morning Herald ha riportato la notizia che il governo federale sta facendo rivedere le blacklist con i siti oscurati da un team di eminenti Australiani o da una commissione parlamentare che introduca maggiore trasparenza al controverso programma di censura per internet.

La blacklist esiste, secondo quanto affermato dal SMH, dal lontano 2000, e non ne è mai stata permessa la pubblicazione, infatti, puntualizza correttamente il SMH, la segretezza che circonda la blacklist porta a delle critiche da parte dei siti internet che non hanno modo di sapere se sono all’interno della lista e di conseguenza la loro presenza non può essere riconsiderata.

Stando agli ultimi sviluppi, pare che il governo stia considerando la possibilità di garantire maggiore trasparenza ed affidabilità della blacklist, inclusa una regolare revisione della lista dal parte di una commissione apposita, finchè non si giunger? poi a misure definitive nel momento in cui il governo assumer? una posizione precisa sul tema del gioco online ed avrà una politica chiara circa la censura dei siti web.

The Age ha riportato la notizia che ben 30.000 clienti sono stati invitati a partecipare alle istanze dai nove providers di internet che il governo ha coinvolto, ed a tal proposito il Senatore Conroy ha promesso che pubblicher? i risultati delle istanze entro il Luglio 2009.

La blacklist contiene 977 siti web, ed il senatore Conroy ha affermato di essere intenzionato ad espanderla fino ad includere altre società grazie alla collaborazione con agenzie internazionali; secondo il senatore infatti questi sforzi si focalizzeranno sul materiale classificabile come ?rifiutato?, come quello di abuso sessuale sui minori ed istruzione al crimine, ma non menziona ancora i siti di gambling.

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