Respinta la proposta francese per regolarizzare il gambling online

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I disegnatori della legge francese sulla regolamentazione del gambling online dovranno tornare a lavoro questa settimana dopo essersi vista respingere dalla Commissione Europea la loro proposta per la liberalizzazione del gioco d’azzardo nel mercato francese.

Verso la fine di Marzo 2009, le proposte che includevano la regolazione del gambling online, sono state sottoposte all’attenzione del Consiglio dei Ministri Francese da parte del Ministro del Tesoro Eric Woerth. Queste proposte erano state riportate alla Commissione Europea in termini di direttive dell’UE 98/34, dando il via ad un processo di approvazione e nell’auspicio che sarebbero entrate in vigore entro l’inizio del 2010.

Inoltre diverse compagine francesi ed internazionali avevano iniziato ad effettuare manovre commerciali nell’ottica dell’apertura di un nuovo mercato. Nelle proposte era inclusa la formazione di uno speciale corpo di controllo che si sarebbe chiamato Autorità de Regulation des Jeux en Ligne (Online Games Regulatory Authority) detta anche ARJEL.

La liberalizzazione del mercato francese, attualmente sotto il controllo dei monopoli di stato, sarebbe stata limitata alle scommesse sulle corse dei cavalli, scommesse sportive e giochi di abilità, ossia i cosiddetti skill games, nei quali al di la della fortuna necessaria per vincere, influisce in buona parte anche l’abilità del giocatore che in questo modo può influenzare il risultato della partita, come succede ad esempio nel poker online.

Ecco come mai questo discorso escluderebbe invece le lotterie, le slot machines virtuali, le scommesse su competizioni virtuali ed i giochi di casino nei quali il giocatore gioca contro il banco come nella roulette, blackjack, baccarat ecc. giochi che vengono quindi considerati ancora troppo pericolosi per gli utenti del web, e ritenuti capaci di creare dipendenza dal gioco.

Comunque questa settimana la Commissione Europea ha risposto negativamente alle proposte di legge francesi, affermando che non sono in linea con le leggi europee, ed è stato dato quindi un altro mese alla Francia per proporre una versione riveduta del disegno di legge.

Quello che si è capito chiaramente è che le obiezioni sono fondamentalmente basate sulle basse percentuali di payout che gli operatori corrisponderebbero in vincite, restrizioni che persistono sulle competizioni tra compagnie internazionali, e difficoltà riguardanti l’uso dei nomi di brand per eventi sportivi.

La Francia ha ora la possibilità di scegliere di apportare le dovute modifiche alla proposta di legge entro l’8 Luglio 2009, o affrontare azioni legali da parte della Commissione Europea nel momento in cui decidesse di andare avanti con la proposta nella sua forma originale.

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