UK pronta a rivedere la tassazione per le licenze gambling offshore

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Il ministro per le attivita’ sportive britannico, Gerry Sutcliffe, sta attraversando una settimana davvero impegnativa a causa della questione del gambling online. Infatti si sta impegnando non solo nella costruzione di una task-force con la funzione di prevenire la corruzione di personaggi legati in qualche modo al mondo delle scommesse sportive, ma e’ anche coinvolto nella risoluzione di un problema che riguarda siti di gambling su internet.

Il Financial Times ha riportato questa settimana che le società che gestiscono siti di gambling online non basati in Gran Bretagna, come quelli che hanno giurisdizione di Gibilterra, Isola di Man, Alderney, Malta ed Antigua, e che rientrano nella cosiddetta White List, possono tranquillamente pubblicizzare il prodotto che offrono ai clienti, senza pagare le tasse che le società basate in Gran Bretagna sono invece costrette a pagare.

Così pare proprio che i bookmakers britannici quest’anno abbiano pagato in imposte per le scommesse sulle corse dei cavalli, ben il 10% di tasse, per un totale di circa 100 milioni di sterline.

Sutcliffe sta pertanto annunciando oggi stesso che la Gambling Commission propone un sistema di pagamento delle imposte più giusto e un nuovo modo di gestire il campo del gioco online tra gli affaristi britannici e i loro concorrenti d?oltremanica.

La commissione ed il Dipartimento per la Cultura, Comunicazione e Sport, rivedrà inoltre i controlli introdotti nel Gambling Act del 2005 che cre? in Gran Bretagna un mercato regolarizzato per gli operatori dell’online.

Dal Settembre 2007, alle compagnie che hanno ricevuto la licenza, e sono state riconosciute dal governo britannico, come quelle di Gibilterra, Malta, Antigua, e l’Isola di Man, è stato riconosciuto il diritto di pubblicizzarsi in base alle regole dettate dalla commissione. Ma sono state fatte delle pressioni nei confronti del ministro stesso affinchè spieghi come mai una buona parte dell’1,4 miliard0 di sterline generato dal gambling online in Gran Bretagna va a finire all’estero.

Sutcliffe ha affermato che il Gambling Act sebbene abbia la funzione di liberalizzare l’industria del gambling, era stato pensato per proteggere i consumatori, ed ha aggiunto ?abbiamo fatto dei passi in avanti nella giusta direzione, ma la tecnologia cambia in fretta e anche le attitudini stesse cambiano?. Il ministro ha anche fatto presente che la tassazione in regime del 15% imposta tende a scoraggiare gli operatori dal basare i loro servers in Gran Bretagna, ma questo è un problema al vaglio del Ministero del Tesoro.

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