Uno studio australiano punta il dito contro le pokie machines

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Gambling chips stacked around roulette wheel on gaming table

Uno studio effettuato in Australia, ha recentemente messo in evidenza una stretta relazione tra le cosiddette pokie machines ed il numero di individui con problemi di dipendenza dal gioco d’azzardo, infatti secondo quanto i ricercatori hanno avuto modo di osservare, per ogni nuova slot inserita all’interno di qualsiasi locale, si avrebbe un nuovo giocatore compulsivo.

Lo studio è stato condotto dal professor Max Abbott, Direttore del AUT Univeristy’s Gambling and Addictions Research Centre, dalla dottoressa Judith Stubbs dall’Univeristà di NSW a Sidney, e John Storer.

Secondo questo studio quindi, per ogni nuova pokie machine inserita all’interno di una comunità, si rivelerebbe un nuovo caso di gioco compulsivo, pertanto, affermano gli autori, il governo dovrebbe tenere conto di questi dati, e mettere in atto un programma volto a ridurre il numero di “macchinette” accessibili in tutto il territorio australiano.

Greame Ramsey, CEO della Problem Gambling Foundation, ha dichiarato che una ricerca di questo tipo deve necessariamente influenzare la politica del governo sul gioco d’azzardo, spiegando che sarebbe quindi sufficiente ridurre il numero di EGMs (Electronic Gaming Machines) per poter osservare una riduzione del numero dei giocatori con problemi di gioco compulsivo.

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